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Struttura industriale in acciaio al mattino, contesto per la normativa sui controlli non distruttivi

Normativa sui controlli non distruttivi: requisiti da verificare

Pubblicato il Aggiornato il 6 min di letturaDi IST NDT

Una guida per verificare riferimenti normativi, qualifiche, procedure e rapporti prima di pianificare un controllo non distruttivo. Dalla scelta del metodo alla tracciabilità, ecco gli elementi da chiarire per ottenere risultati utilizzabili.

Un controllo non distruttivo è utile solo se risponde a un requisito chiaro e produce risultati valutabili. La normativa sui controlli non distruttivi non coincide con un’unica regola. Varia con il settore, il componente, il metodo e il codice applicabile. Per responsabili tecnici e qualità, il punto di partenza è collegare questi elementi prima di avviare l’ispezione. Così si evitano verifiche formalmente eseguite, ma difficili da usare per decidere sullo stato dell’asset.

Come orientarsi nella normativa sui controlli non distruttivi

Le prescrizioni possono derivare da disposizioni di legge, norme tecniche, codici di costruzione o manutenzione, specifiche contrattuali e procedure interne approvate. Questi documenti non hanno tutti lo stesso ruolo. Un requisito regolamentare può stabilire obblighi generali. Una norma tecnica definisce modalità di prova o criteri. Il contratto e le specifiche di progetto possono poi precisare estensione, frequenza e documenti da consegnare.

Per questo, non basta chiedere quale sia “la norma CND”. Occorre identificare l’asset e la fase: fabbricazione, messa in servizio, manutenzione, riparazione o verifica periodica. Una saldatura nuova su un’apparecchiatura in pressione può ricadere in riferimenti diversi rispetto a una linea esistente sottoposta a valutazione di integrità. Anche il materiale, lo spessore e l’accessibilità influenzano la tecnica utilizzabile.

Un controllo preliminare efficace raccoglie i riferimenti effettivamente richiamati nei documenti di progetto e nel piano di ispezione. Vanno registrate anche edizione e revisione. Citare solo il nome di una norma può lasciare dubbi sulla versione da applicare. Se i documenti sono in conflitto o non specificano i criteri di accettazione, la decisione va chiarita con il responsabile tecnico competente prima dell’esecuzione. Non va affidata all’operatore sul campo.

Qualifiche del personale e campo di validità

La EN ISO 9712:2022 è il riferimento per la qualificazione e certificazione del personale che esegue controlli non distruttivi nei metodi e nei settori coperti dallo schema. La certificazione va letta insieme al metodo, al livello e al settore indicati. Non equivale a un’autorizzazione indistinta a operare con qualsiasi tecnica o su qualsiasi prodotto. Per attività specifiche, il cliente o il codice applicabile può inoltre richiedere requisiti supplementari.

In fase di pianificazione, verificare la validità del certificato e la corrispondenza tra qualifica e incarico. È utile controllare anche eventuali requisiti di esperienza, addestramento specifico, idoneità visiva e autorizzazione interna dell’operatore. Questi requisiti valgono quando sono previsti dallo schema o dalla procedura applicabile. La qualifica della persona non sostituisce la procedura. Definisce competenze certificate, mentre la procedura stabilisce come svolgere quel particolare esame.

La formazione nei controlli non distruttivi è quindi parte di un percorso più ampio. Un corso fornisce conoscenze e preparazione, ma non va confuso automaticamente con la certificazione. Per quest’ultima possono essere richiesti esami, esperienza documentata e ulteriori condizioni. Chi organizza un’attività dovrebbe accertare quali requisiti siano richiesti dal contratto e dal sistema di certificazione scelto. IST NDT, in qualità di Centro d’Esame RINA secondo EN ISO 9712:2022, opera anche nell’ambito della qualificazione del personale. I requisiti puntuali vanno verificati in base al metodo e al settore d’interesse.

Procedura, metodo e criteri di accettazione

La scelta del metodo deve derivare dal tipo di difetto da ricercare, dal materiale e dalla configurazione del componente. Esame visivo, liquidi penetranti, particelle magnetiche, ultrasuoni e radiografia non sono intercambiabili. I controlli non distruttivi sui materiali possono fornire informazioni diverse a seconda della tecnica. Inoltre, un’indicazione rilevata non è automaticamente una non conformità. La valutazione dipende dai criteri definiti per quella specifica applicazione.

Schema delle verifiche da collegare: norma applicabile, procedura, personale qualificato e rapporto
La conformità nasce dall’allineamento tra requisiti e registrazioni.

Una procedura scritta dovrebbe rendere ripetibile l’esame. Dovrebbe chiarire almeno campo di applicazione, preparazione, attrezzatura, parametri essenziali, modalità di registrazione e riferimenti per la valutazione. Per i metodi ultrasonori avanzati, come PAUT o TOFD, la configurazione e i parametri di acquisizione incidono sulla copertura e sull’interpretazione. Per la radiografia, accessibilità, geometria e condizioni di sicurezza sono elementi del piano operativo. Non sono dettagli da affrontare all’ultimo momento.

Anche la documentazione di riferimento conta: disegno, identificazione del giunto, materiale, spessore e criteri di accettazione devono essere coerenti tra loro. Nei controlli sulle saldature, definire in anticipo quale tratto ispezionare, con quale metodo e secondo quale criterio riduce il rischio di risultati non confrontabili. Se il documento non chiarisce cosa accade in caso di indicazione dubbia, occorre concordare il seguito. Può essere una ripetizione, un metodo integrativo o una valutazione da parte del responsabile designato.

Controlli sulle saldature: pianificare senza ambiguità

I controlli sulle saldature sono un’applicazione frequente dei CND, ma la tecnica non si seleziona per abitudine. Il piano deve considerare processo di saldatura, materiale, geometria del giunto, spessore, accesso da uno o più lati e difetti d’interesse. Va inoltre distinta l’ispezione durante la fabbricazione dalla verifica di un componente in servizio. Cambiano contesto, documenti disponibili e obiettivo della valutazione.

Un errore operativo ricorrente è ricevere una richiesta che indica “controllo saldature” senza specificare estensione, criterio di accettazione o riferimento tecnico. In questi casi, organizzare subito l’esame può produrre un rapporto corretto nella forma. Ma il rapporto potrebbe non bastare a stabilire se il giunto sia accettabile. È preferibile chiarire le lacune con il cliente o con l’ingegneria responsabile prima di mobilitare risorse e attrezzature. Quando l’accesso è limitato o l’impianto deve restare operativo, la fattibilità della tecnica va verificata sul posto o tramite informazioni tecniche affidabili.

La stessa attenzione vale per le indicazioni. Un rapporto dovrebbe localizzarle in modo comprensibile e associarle al componente corretto. Dovrebbe inoltre riportare le condizioni rilevanti dell’esame. Se sono richiesti controlli integrativi, il piano deve spiegare come i risultati saranno correlati. In questo modo la valutazione non si riduce a una lista di segnali. Diventa un elemento tracciabile nel processo di manutenzione e integrità.

Rapporti, tracciabilità e verifica prima dell’incarico

La chiusura documentale è parte integrante dell’ispezione. Un rapporto tecnicamente utile identifica componente e zona esaminata, data e condizioni pertinenti, metodo e procedura applicati, personale coinvolto, attrezzature rilevanti e risultati. Riporta inoltre i riferimenti di valutazione e distingue le osservazioni dai giudizi di accettabilità. Il livello di dettaglio richiesto dipende dalla norma, dal contratto e dal sistema qualità del cliente.

Prima di approvare l’attività, responsabile tecnico e qualità possono verificare che siano disponibili i disegni o gli identificativi necessari. Possono controllare che procedura e criteri siano concordati e che le qualifiche coprano il lavoro richiesto. È utile confermare come verranno gestite le indicazioni non interpretabili, le limitazioni di accesso e le eventuali ripetizioni. Infine, va stabilito chi riceve il rapporto e come le registrazioni saranno conservate e collegate alla storia dell’asset.

Per le attività ferroviarie, ANSFISA ha pubblicato linee guida aggiornate sulla qualificazione e certificazione del personale addetto ai CND. Il riferimento va consultato insieme alle prescrizioni applicabili al caso specifico, non esteso automaticamente ad altri settori. Il documento è disponibile nella pagina ANSFISA sulle nuove linee guida per la manutenzione ferroviaria. Per approfondire i servizi, i metodi e le competenze di IST NDT è possibile consultare il sito aziendale e sottoporre al team tecnico i documenti disponibili. In questo modo si possono valutare metodo, requisiti e percorso di ispezione più adatti.

Nella pratica, preparare una breve lista dei documenti disponibili aiuta a individuare le lacune prima dell’incarico. Può includere disegni aggiornati, specifiche, precedenti rapporti, identificazione dei materiali e informazioni sulle condizioni operative. Non sostituisce la revisione tecnica né definisce da sola i criteri di accettazione. Rende però più semplice porre le domande corrette, stimare la fattibilità dell’esame e concordare tempi e modalità di accesso. È utile anche quando più metodi devono essere coordinati o quando i risultati precedenti richiedono un confronto.

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